Ho avuto modo di parlare con CinOp che mi ha aggiornato sulla vicenda che prosegue nel suo percorso (soprattutto giudiziario) con sviluppi per niente positivi.
Dopo i primi incontri con l’avvocato è emerso infatti che, seppur non si presentino gli estremi di diffamazione “vera e propria”, il CinOp potrebbe essere comunque considerato colpevole di aver contribuito alla divulgazione della calunnia.
Insomma la questione verte sempre sullo stesso punto: Ma io, blogger amatoriale, ricopio una notizia da una fonte autorevole, posso essere ritenuto colpevole di una mancanza altrui?
Comunque vada, la parcella dell’avvocato è già arrivata a 2.500€ a cui potrebbero aggiungersi 1000€ di ammenda per evitare l’arresto, oltre ovviamente il risarcimento al querelante. Un totale pesantissimo per una persona come CinOp che “campa” con uno stipendio medio.
Continuo a sperare che la cosa si possa risolvere a favore del nostro amico, consapevole che non aveva nulla contro il querelante. Staremo a vedere, ma intanto continuate a diffondere la notizia che il “copia e incolla” non vi tutela affatto.
Quando sarà finita questa brutta vicenda (ma forse anche prima) sarà il caso di cominciare a pensare di farsi sentire dal “legislatore” per evitare che ad equivoci del genere possa essere data almeno la possibilità di smentita.

{ 5 commenti… leggili aggiungine uno }
Ovviamente faccio echo sul mio blog alla notizia. Resto assai deluso di come chi attacca in italia ha comunque vinto in partenza. Perchè se sei un povero disgraziato come tanti altri e non hai soldi a palate alla fine ci pensi sempre sue volte prima di fare le cose. In altre parole dovremmo tutti stare zitti e non diffondere più notizie altrimenti ci fanno totto. Resistete. Alla fine dovranno condannarci tutti!
Giusto. Resistere e combattere sempre per la libertà di espressione.
e restiamo a guardare…
e restiamo a guardare…
Ciao Simone,
fai echo all’articolo che ha scritto Antragorn qui?
http://www.adolfo.trinca.name/dblog/articolo.asp?articolo=1474
dengiu